Abiti interattivi, sensori di stoffa e…


Continuano i miei esperimenti di wearable technology, iniziano a prendere forma i miei abiti interattivi. ⚡️Come ho già accennato qualche post fa, nel mio concetto di wearable tech tutte le elettroniche sono perfettamente integrate, nascoste e in parte sostituite, da elementi di sartoria (es. filati, tessuti e minuterie conduttive). inseguo un ideale di moda dove l’ abito è cucito e cablato addosso, capace di svolgere azioni in base alla sua esperienza sensoriale, ricevendo input sia dalla persona che lo indossa che dal mondo che lo circonda. i vestiti hanno sempre raccontato qualcosa di chi li indossa ed è giusto che il loro linguaggio si adegui ai tempi. una tecnologia confezionata in abiti ispirati al futuro disegnato (in passato) da Rudi Gernreich e Pierre Cardin, una nuova spaceage di scuba, neoprene e microcontrollori.

Sto vivendo con gusto questa esaltante fase di ricerca e prototipazione, ho costruito un sensore di forza usando solo stoffa conduttiva [vedi video]. Ho fatto le prime prove di stampa su tessuto scuba [vedi foto]

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Cyberman Voice Changer

Recentemente mi è stato chiesto spesso come sia possibile montare un’ uscita audio agli apparecchi sonori dotati di altoparlante. Approfitto del fatto che devo fare questa semplice operazione al mio casco da Cyberman per mostrarvelo. Solitamente l’ audio output è indicato sul PCB con la scritta SPK, se non ci fosse basta individuare i punti da dove i cavetti portano il segnale allo speaker. Una volta trovata l’ uscita possiamo sostituire l’ altoparlante con un’ uscita mono (sia jack che RCA) usando gli stessi jumper o aggiungerla usando un’ altra coppia di cavetti; in base alle nostre esigenze è possibile scegliere se lo speaker sia escludibile tramite switch o che con l’inserimento del jack nell’ uscita lo speaker si escluda automaticamente. Essendo questo casco un voice changer è dotato anche di microfono, aggiungerò un ingresso con la stessa semplicità, in modo da poter processare anche suoni di altri aggeggi. Non ho parlato volontariamente di impedenze e livelli per non scoraggiare nessuno, si può iniziare a farlo già così, poi si impara a farlo meglio.

Una foto pubblicata da Valeria Vito a.k.a. PCNA (@pcna.it) in data:

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wearable & desk:
il mio nuovo step sequencer da polso e da tavolo :)

Ho continuato ad esplorare in questi giorni il mondo della wearable technology, anche attraverso la costruzione di piccoli apparecchi. Come questo 8 step sequencer basato sugli integrati CD4017, CD4093 LM324N.

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Arduino Lilypad HELLO WORLD!

Questi giorni di festa ho approfittato di un po’ di tempo libero per dedicarmi all’ esplorazione del microcontrollore Arduino Lilypad, per chi non lo conoscesse è una piattaforma pensata per la wearable technology. Per il mio Hello World ho usato il pulse sensor.

Sono riuscita a far lampeggiare una serie i led a tempo con il battito cardiaco. Mi sono divertita ad esibirmi in delle piccole dimostrazioni tra cui questa nel video sotto, dove mostro la frequenza del mio battito mentre guardo il mio amore MacGyver 💗

⚡️ La scorsa notte ho finalmente testato l’ effettiva conduttività dei materiali che ho scelto per i miei progetti wearable e fiuu ho fatto bene i miei calcoli! Mi sono divertita ad occultare la parte elettronica, cucendo il filo conduttivo dentro il corposo strato di neoprene. ho scelto questo bel tessuto double face perché il lato in lycra mélange, oltre a nascondere bene le cuciture, dona un po’ di calore al tecnico e rigido neoprene. ho usato degli occhielli metallici come degli ingressi e i lacci come cavi. sono felice che tutto funzioni!

Una foto pubblicata da Valeria Vito a.k.a. PCNA (@pcna.it) in data:

Se non avessi potuto integrare nei circuiti componenti da merceria come bottoni metallici, occhielli, chiusure lampo ecc… Avrei perso la parte più stimolante del progetto, adoro riassegnare funzioni tecnologie a oggetti che nel quotidiano svolgono mansioni più semplici. non ho aggiunto filtri alle foto perché i colori sono già bellissimi di loro.

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PCNA su WinMagazine Gennaio 2017

Inziamo bene l’anno che verrà con una pubblicazione di rilievo. Sul nuovo numero di Win Magazine Edizioni Master troverete un mio articolo sul Circuit Bending e un tutorial.

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DIY Synth KIT by Technology Will Save Us

 

Una foto pubblicata da Valeria Vito a.k.a. PCNA (@pcna.it) in data:

Attirata dall’ approccio didattico di questo kit prodotto da Technology Will Save Us, un’ azienda che ha come target di riferimento i bambini, ne ho subito ordinato uno per mio figlio. Il kit tutto sommato è ben strutturato, sia il packaging che le varie parti che lo compongono hanno un aspetto che attira l’ attenzione dei più piccoli. Il kit si basa su un circuito celebre nel panorama low-fi, progettato da Forrest Mims nel 1980 per Radio Shack, noto a tutti gli smanettoni come Atari Punk Console (ribattezzato così da Kaustic Machines). Il progetto si basa sull’ integrato 556, ma si può realizzare anche con due 555, è un generatore di onde quadre e può essere uno strumento davvero divertente. Il kit si monta su una breadboard, scelta corretta visto che a questo progetto si possono aggiungere o sostituire componenti.

L’ azienda produttrice segnala come età minima per l’ utilizzo del Kit 12 anni, mio figlio ne ha 7 quindi è ovvio che l’abbia aiutato nella costruzione, è stata un’ ottima scusa per discutere insieme, imparare e sperimentare nuone cose. Le istruzioni se pur ben illustrate sono solo in inglese, l’ unico neo la discutibile time-line della storia dei sintetizzatori riportata nel libretto illustrativo. Dopo averlo costruito ci siamo divertiti a fare qualche modifica, visto che volevo spiegare al mio piccolo apprendista come funzionano le fotoresistenze, ne abbiamo messa una al posto di un potenziometro con il risultato divertente del video sotto.

Il kit l’ho pagato la metà del prezzo di listino che onestamente trovo eccessivo per quello che offre, ma resta comunque uno dei pochi prodotti presenti sul mercato internazionale per avvicinare i più piccoli al bellissimo mondo della sintesi.

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